1 mar, 2010
berlusconi imbecilli lazio liste regionali pdl rosicate
Ormai le stanno provando tutte ma il pasticcio è fatto: il PDL non avrà la sua listarella di nomi buoni per il Lazio e Silvio non potrà dare il posto a qualche shampista/callista/pranoterapetua che tanto bene lo fa stare.
Hanno provato con l’appello a Napolitano. Il quale non ha il potere di far nulla, né la competenza: infatti non può né far tornare indietro il tempo, né infondere intelligenza in chi ha aspettato oltre l’ultimo minuto per fare una cosa importantissima. Ora ci provano denunciando presunte ostruzioni da parte dei radicali.
L’unica cosa vera che rimane è il rosicaggio acuto
della quale è vittima il nostro (purtroppo) onnipresente Premier (per inciso, pare che il pasticciaccio sia colpa sua che gli son venuti in mente un paio di nomi in extremis… in questo caso potrebbe invocare un attacco di demenza senile…) che taccia di dilettantismo i vertici del PDL Lazio (che sono ex AN, guarda caso…) quando dovrebbe tacciare qualcun altro di coglionismo…
Su tutto mi fanno ridere i manifesti “non vogliono farti votare” e gli appelli a garantire il diritto costituzionale al voto. Fan ridere perché effettivamente questa stronzata del PDL non limita il diritto di voto ma solo le possibilità di voto… limita la possibilità di sbagliarsi!
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9 nov, 2009
fabrizio cicchitto farabutti gentaglia luca barbareschi manigoldi paga parlamentare pdl stipendio parlamentare
… e sempre meno casti verrebbe da dire visto il recente caso Marrazzo e i precedenti casi Berlusconi e “puttanopoli barese” annesso.
Oggi però volevo commentare due fatti riguardanti parlamentari del PdL (Popolo della Libertà… libertà di cosa non è facile indovinarlo… c’è chi dice di “delinquere” viste certe proposte): l’on. Fabrizio Cicchitto e l’on. Luca Barbareschi. Cominciamo dal primo.
Oggi iniziano i test non obbligatori per verificare chi entra in Parlamento drogato… non si sa bene se per giustificare certe porcate che votano o cosa. Fatto sta che il test è facoltativo ma sottrarsene la dice lunga. Almeno per me. Ecco quindi le motivazioni per cui il (dis)On. Cicchitto non vuole farlo (tratte da ilGiornale.it ):
“Fermo rimanendo la libertà di ogni parlamentare di aderire o non aderire al controllo tricologico e delle urine per accertare se egli ha o meno assimilato droga, dichiaro per quello che mi riguarda che non mi sottoporrò ad esso”. Ed ecco le motivazioni di Cicchitto: “A parte il fatto che, qualora si entrasse in questo ordine di idee, allora il controllo dovrebbe riguardare, per avere un senso, tutta la classe dirigente del Paese, dai parlamentari ai presidenti di regione, ai sindaci delle città di una certa dimensione, ai magistrati, agli alti ufficiali dell’esercito, delle forze dell’ordine e ai presidenti e agli amministratori delegati delle grandi imprese; a me sembra che ciò che spinge a questa misura sia fondamentalmente un grave complesso d’inferiorità. Tutto ciò – sottolinea Cicchitto – è la conseguenza del fatto che, da alcuni mesi a questa parte, per colpire Berlusconi ci si è occupati ossessivamente della sua vita privata“.
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