18 mar, 2011
nucleare rinnovabili risparmio energetico
Il vero problema del “dibattito sul nucleare” in Italia è che sposta l’attenzione sul falso problema italiano: non è (solo) come produciamo energia ma soprattutto è come e quanta ne consumiamo.
Mi spiego meglio: è come avere un secchio che perde acqua da diversi buchi e preoccuparsi di trovare altri modi di metter dentro l’acqua prima di aver tappato i buchi. Checché ne dicano i nuclearisti, i rinnovabilisti, i carbonisti, gli eolicisti… il nostro problema primario non è tanto “dove prendo l’energia” ma “dove la sto buttando questa energia”?
Non ci credete? Male, basta fare un giro il Week End per via Marcello Boglione e guardare l’edificio dell’Agenzia delle Entrate: finestre spalancate (d’inverno) e luci accese in molti piani (parliamo di luci al neon). Sarebbe bello fare un calcolo di quanta ENERGIA va SPRECATA in questo modo. Quanti uffici pubblici, agenzie, quante aziende lasciano accese le luci quando non è necessario oppure tengono il riscaldamento senza alcuna regolazione e poi aprono le finestre (senza ovviamente regolare meglio il riscaldamento)? Altro esempio banale? Oggi entro in banca e trovo l’addetto alla cassa in maniche corte. I termoconvettori vanno a mille e fa un caldo estivo. Chissà quanto Gas (preziosissimo ora che quello Libico è molto incerto) si stava sprecando in quel momento.
E allora, grandi espertoni di nucleare che dite che col “risparmio energetico” non si recupera questo gran che… scommettiamo che se provassimo ad eliminare gli sprechi saremmo VERAMENTE meno dipendenti energeticamente dall’estero?
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4 mar, 2010
costi fuffa disinformazione nucleare Scajola
Anche avvallare tesi con studi che fanno acqua da tutte le parti. Mi è recentemente capitato di discutere (purtroppo spesso) sull’opportunità di reintrodurre il nucleare in Italia.
L’ho già scritto precedentemente nel post “Nucleare: why yes?” dove mi sono dato un po’ battaglia con un frequentatore del blog Il Pensatore: non dubito della tecnologia in se, dubito degli enormi vantaggi che i “nuclearisti” millantano che avremo. La cosa più deleteria in queste discussioni è incappare ne “il Mio è Meglio“. Purtroppo nel forum di Spaziogames qualcuno mi ha citato uno studio dell’università di Pisa dal titolo “I Costi Reali del Nucleare“. Tale studio parte da ipotesi molto ottimistiche, minimizza in maniera assolutamente vigliacca il disastro di Chernobyl e arriva a conclusioni, ovviamente positive sulla necessità di reintrodurre il nucleare.
Posto qui di seguito una mia breve analisi dello “studio“, che ne evidenzia i punti molto deboli, cosicché i nuclearisti cerchino qualche argomentazione più solida e meno faziosa.
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26 gen, 2010
economia energia nucleare rinnovabili Scajola
Ormai è chiaro a tutti che il Governo Berlusconi, nella persona del Ministro per lo sviluppo delle attività produttive Claudio Scajola, vuole reintrodurre la produzione di energia elettrica nucleare. Da quando è stato fatto l’annuncio (circa 2 anni fa ormai) ho potuto affrontare l’argomento con tantissime persone, tra pro e contro nucleare, e raccogliere quindi un insieme di visioni diversissime, di approcci estremamente diversificati.
Nelle lunghe “battaglie” in blog e forum ho potuto verificare sia la bontà delle obiezioni pro nucleariste, sia la scarsità di certi argomenti contro il nucleare. Ma forse è meglio partire con ordine da “cosa” si vuol fare in Italia.
Una bozza programmatica (non ancora un accordo preciso, quindi) prevede che l’ENEL, in collaborazione don EDF (Electricité de France), costruisca in Italia ben 4 reattori da 1.600 MW (in due o 3 centrali) che dovrebbero coprire circa l’11% del fabbisogno energetico nazionale. La trafila, dovrebbe essere questa:
- entro ottobre 2010 individuazione dei siti di costruzione;
- entro il 2011 acquisizione dei permessi a costruire (anche con la militarizzazione dei siti che vengono considerati di “interesse nazionale”);
- entro il 2015 inizio costruzione degli impianti;
- secondo gli studi più accreditati dai pro-nucleare a partire dal 2020 la nostra rete elettrica vedrà scorrere l’energia prodotta col nucleare.
Il piano è chiaro. Ma il perché ci serva l’energia nucleare non è assolutamente certo… vediamone i motivi.
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