“Alla luce delle ultime evenienze”, scrive Mauro Masi riferendosi alla serata di “Rai per una notte”. Il direttore generale ha mandato ieri mattina una lettera formale al presidente del Cda Paolo Garimberti e ai consiglieri per chiedere una riunione ad hoc e straordinaria sulla situazione complessiva “legata al signor Michele Santoro”. Viale Mazzini dovrebbe cioè valutare se i comportamenti del conduttore danneggiano o meno “la credibilità dell’azienda” e se il suo contratto “al di là di ogni giudizio di merito, travalica i limiti della gestione ordinaria e dei poteri del direttore generale”. In parole povere, significa che è partito l’attacco finale a Santoro. Obiettivo: la risoluzione del contratto. Ovvero, la cacciata dalla Rai.
Mentre i comportamenti di Masi emersi dalle intercettazioni di Trani non minano la credibilità di un’azienda indebolita (ad arte?), traballante e che non riesce (non vuole?) ad offrire un’alternativa al monopolio Mediaset. Certo, pensare che il tutto sia voluto per far passare in secondo piano le reti nazionali in favore delle reti private di Berlusconi è pensare troppo male… ma a volte, a pensar male non si sbaglia poi tanto.
Io, i leghisti, non li sopporto. I ministri leghisti ancora meno. Calderoli, poi, penso che sia la massima espressione del padanismo rozzo, becero e ignorante. Avete bisogno di una prova (recente)?
Quindi, anziché dare il buon esempio (ma quando mai? ma ne sarebbe mai in grado?) e riciclare quella montagna di carta ha preferito inquinare l’aria con un INUTILE rogo di “leggi inutili” per farsi una foto davanti e “fare il figo”.
Ora, non dico che bisogna essere ambientalisti a tutti i costi e speronare le baleniere giapponesi con un gommone… ma almeno nei piccoli gesti non sarebbe male applicare un po’ di buon senso e logica e magari cogliere certe occasioni per dare un buon esempio.
Ma da Calderoli cosa ci si poteva aspettare se non un gesto dannoso ed inutile?