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Italia nel tunnel senza uscita

A chi piace credere che la tristezza con cui si sta concludendo il ciclo di Berlusconi sia colpa esclusivamente di Berlusconi dico: sveglia! Berlusconi è un ingranaggio di un sistema ben più grande. Un Sistema che nonostante tangentopoli ha saputo riorganizzarsi rimpiazzando le vecchie leve e gli ingranaggi obsoleti con altri nuovi, più efficaci, più efficienti.

Cambiare tutto per non cambiare nulla. Ed è per questo che molti Berlusconiani si aggrappano al fantasioso complotto dei magistrati, all’opposizione che non c’è, alla deriva giustizialista pur di illudersi che Berlusconi è la miglior alternativa possibile.

Nonostante abbia fatto notare più volte che Berlusconi è stato nella posizione di provare questo complotto ai suoi danni (l’archivio di via Nazionale e il fido Pio Pompa non hanno portato nulla di rilevante), c’è chi crede al complotto dei magistrati in quanto ciò che scaturisce dal “caso Ruby” è colpa loro. Cioé Berlusconi si fa incastrare ed è colpa di chi lo scopre… siamo al ridicolo.

C’è una cosa che l’italiano medio ignora: l’attuale situazione è colpa di un Sistema che all’italiano medio piace molto. Altro che meritocrazia! All’italiano medio piace da morire la “scorciatoia”, l’aiutino, l’avere conoscenze influenti. L’italiano medio ha il mito del furbetto tant’è che molti pensano che Berlusconi, se è arrivato alla posizione in cui è ora, è uno scaltro, uno che non si è fatto mettere nel sacco, uno che ha aggirato il Sistema. E quindi è adatto a governare l’Italia. Poco importa che il suo Governo sia disastroso e poco incisivo in un momento tanto delicato. Lui è il degno rappresentante eletto dal popolo (3 anni fa… magari ora “il popolo” ha cambiato idea…).

Probabilmente, con buona pace dei pochi che ancora guardano all’effigie di Arcore con una lacrimuccia, siamo pronti ad un RESET di Sistema. Purtroppo all’Italia servirebbe un Sistema totalmente diverso…

Ipse Dixit: Silvio Berlusconi

In diretta a Ballarò il Premier dice di non aver MAI e poi MAI giustificato o promosso l’evasione fiscale. Vediamo l’intervento monologo:

Ma nel 2004, Silvio Berlusconi la pensava e diceva molto diversamente autosbugiardando il precedente intervento:

Allora vien da pensare che forse dovrebbe dare più fondi alla ricerca per il morbo di Alzheimer, anche se in questo caso non penso sia colpa di qualche malattia purtroppo involontaria. Pensare il peggio di questo losco figuro non è mai sbagliato.

Lacrime e sangue per molti… ma non per tutti

Il “leit motif” degli ultimi giorni è quello del titolo. Sacrifici per tutti per “non finire come la Grecia”; ci può pure stare, visto che non possiamo permetterci di fallire come Stato anche se in realtà siamo falliti da tempo come popolo.

Berlusconi,  a malincuore, ha dovuto sottostare al diktat di Tremonti e buttare il cartello “non c’è Crisi” e prendere il cartello “Tasse e Tagli”. Mi sfugge una cosa della manovra, necessaria, che dovrà riportare il debito pubblico nella “norma”: perché a pagare sono i “dipendenti pubblici” in primis e non gli “evasori scudati”? In fin dei conti i secondi hanno riottenuto il 95% del capitale accumulato ILLEGALMENTE, e son capitali che hanno generato miliardi (quindi sono capitali ingenti).

Basterebbe stanarli e imporre un prelievo del 10% (comunque, considerando che non finisci in galera per aver contribuito all’incremento di questo debito, mi pare sia sempre un buon affare) per ridurre drasticamente la manovra… anzi per quasi annullarla.

Invece no: sacrifici, lacrime e sangue per tutti, per non disturbare chi ha veramente ridotto l’Italia come la Grecia… se non come l’Argentina. Come si fa a credere ancora in un Governo del genere? Che premia e ripremia i disonesti, i farabutti, la gentaglia che si fa beffe dello Stato e della gente onesta, che costringe a “farsi furbi” per non soccombere da soli, derisi da chi non è furbo… ma un delinquente autoassolto.

Non proverò mai vergogna o risentimento per l’Italia, ma per tutte quelle persone che di fronte a questi fatti scrollano le spalle o si lanciano in attacchi da stadio.