Piccola storia di una grande miseria

Era piccolissimo. Soli 20 giorni e stava in giro con mamma, papà per la fredda Bologna, riparandosi di quando in quando nella biblioteca Salaborsa di giorno e probabilmente in roulotte la notte. Il caso è ben riassunto qui. Al netto del solito rimpallo di responsabilità, del “cosa sarà mai successo”, del “colpa dei gentiori”, del “colpa del degrado della società”… il piccolo Devid Berghi è morto perché nessuno l’ha saputo proteggere.

Quante storie come questa passano in secondo piano? quante storie come questa dopo due settimane non sono nemmeno più un ricordo? Dove sono gli ipocriti “pro-life” quando i reietti di questa società stanno per perdere la vita? Dov’è la legislazione quando si tratta di tutelare OGNI famiglia e non solo quelle che “se lo possono permettere“? Già, perché i genitori del povero Devid pare che abbiano rifiutato ogni aiuto e si siano nascosti come ratti tra la spazzatura per paura che gli portassero via i figli in quanto non adatti “economicamente” ad avere una famiglia.

Che importa tutto ciò? tanto tra qualche giorno tutto sarà scordato. La vita continua… tranne che per il piccolo Devid.

Di Pietro e la questione immorale

Ultimamente(?) si è aperta una grossa falla nell’IdV. Era inevitabile, avendo l’IdV la stessa struttura anti-critica dell’odiato PDL. E così accade che per una lettera firmanta Alfano (Sonia), De Magistris e Cavalli (non lo stilista) dove si chiede uno scatto di reni alla leadership per individuare meglio le “mele marce” ci sia una levata di scudi in tipico stile berlusconiano.

Si insinua che questi “novellini” (perché si sa, in un “partito giovane” se non hai più di 50 anni e non sei in politica almeno da 10 sei un novellino e non devi parlare)  si stiano arrogando la qualifica di moralizzatori quando invece magari puntano semplicemente a rimpiazzare i recenti fuggiaschi (Scilipoti e Razzi). Si dice che queste critiche non andavano esternate ma portate al Gran Consiglio (i panni sporchi si lavano in casa e nessuno deve sapere niente! soprattutto la base ignorante e credulona) e che sono “pugnalate alle spalle” visto che vengono da persone che, grazie all’IdV hanno un posto di rilievo politico. Soprattutto questa analisi è superficiale e non tiene conto che un De Magistris e una Alfano con il loro nome danno molto più lustro di un Donadi o un Barbato.

Ma la vigilia di Natale spunta un sondaggio un po’ velenoso su Micromega che in 2 giorni evidenzia come una ipotetica base IdV veda ciò che l’IdV non vuol vedere: Di Pietro è un Berlusconi in miniatura e preferisce soprassedere su certe cose. Al che l’IdV parte in quarta e sospinge gli internauti a ribaltare i risultati di un sondaggio che, essendo fatto su internet, lascerebbe comunque il tempo che trova. Flores D’Arcais sgama la cosa e Di Pietro rosica talmente tanto da concludere il suo intervento-reprimenda con questa frase:

Certo, può essere accaduto – come sempre accade quando si propongono all’opinione pubblica due quesiti opposti – che vi sia stato uno spontaneo passaparola da un parte e dall’altra. Ma spegnere l’accesso solo perché le iniziali aspettative non piacciono più a chi ha commissionato il sondaggio – accusando addirittura me di aver organizzato il “passaparola” – è davvero un grave peccato di accidia (il primo dei sette peccati capitali), inteso appunto come “negligenza nel fare il bene”.
Anzi di più: è anche un grave peccato di superbia (il secondo dei sette peccati capitali), inteso come ostentazione del proprio sapere per sminuire i meriti altrui.
Anzi, ancora di più: è anche un grave peccato di invidia (il terzo dei sette peccati capitali), inteso come frustrazione personale per i successi altrui.
Caro Paolo, posso assicurarti che ieri e l’altro ieri né tu né Micromega eravate al centro dei miei pensieri: a Natale preferisco il presepe. A te ricordo invece che l’accidia e la superbia portano all’inferno dei sentimenti!
Buon anno!

Che a me ricorda moltissimo lo Stile di un certo “Silvio Berlusconi” quando contrappone il “Partito dell’amore” all’odio e l’invidia dei comunisti o comunque degli avversari. Il che conferma la mia visione di Di Pietro e del suo partito: un “wannabe PDL” con un contadinotto come capo.

Una tristezza che si concretizza nell’articolo di Bruno Tinti che si scaglia contro i “moralizzatori” facendo proprio come fanno i Berlusconiani: cosa vuoi moralizzare De Magistris che anche te sei rinviato a giudizio? Che osservazione di bassa tacca, utilizzata sempre dai Berlusconiani quando vogliono distogliere l’attenzione dal vero problema: zitto tu che tanto il più pulito c’ha la rogna.

L’IdV sta affondando perché la questione morale non è la mera scelta dei candidati o degli afferenti al partito, l’IdV sta affondando perché l’ingombrante Antonio Di Pietro e la sua dirigenza mantengono il partito nel binario saldo e sicuro (per loro) delle vecchie direzioni di vecchi. Loro pensano di essere l’alternativa ma, come con Grillo, la vera alternativa deve ancora nascere.

Dopo tanto tempo…

…ritorno a scrivere un po’. Cos’è successo finora? Politicamente è successo praticamente di tutto, però non è cambiato nulla (se non l’istruzione pubblica e in peggio).

Personalmente invece il mio splendido bimbo Daniel ha ormai 5 mesi ed è bellissimo. Non perché è mio figlio eh? (lo so, lo dicono tutti i padri, però io dico la verità!)(come tutti i padri di bambini bellissimi) :lol:

Mi sa che tra un po’ ritorno a “sfogarmi” politicamente qui su queste pagine. Giusto per riordinare un po’ quel che penso.