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Ipse Dixit: Silvio Berlusconi

In diretta a Ballarò il Premier dice di non aver MAI e poi MAI giustificato o promosso l’evasione fiscale. Vediamo l’intervento monologo:

Ma nel 2004, Silvio Berlusconi la pensava e diceva molto diversamente autosbugiardando il precedente intervento:

Allora vien da pensare che forse dovrebbe dare più fondi alla ricerca per il morbo di Alzheimer, anche se in questo caso non penso sia colpa di qualche malattia purtroppo involontaria. Pensare il peggio di questo losco figuro non è mai sbagliato.

Lacrime e sangue per molti… ma non per tutti

Il “leit motif” degli ultimi giorni è quello del titolo. Sacrifici per tutti per “non finire come la Grecia”; ci può pure stare, visto che non possiamo permetterci di fallire come Stato anche se in realtà siamo falliti da tempo come popolo.

Berlusconi,  a malincuore, ha dovuto sottostare al diktat di Tremonti e buttare il cartello “non c’è Crisi” e prendere il cartello “Tasse e Tagli”. Mi sfugge una cosa della manovra, necessaria, che dovrà riportare il debito pubblico nella “norma”: perché a pagare sono i “dipendenti pubblici” in primis e non gli “evasori scudati”? In fin dei conti i secondi hanno riottenuto il 95% del capitale accumulato ILLEGALMENTE, e son capitali che hanno generato miliardi (quindi sono capitali ingenti).

Basterebbe stanarli e imporre un prelievo del 10% (comunque, considerando che non finisci in galera per aver contribuito all’incremento di questo debito, mi pare sia sempre un buon affare) per ridurre drasticamente la manovra… anzi per quasi annullarla.

Invece no: sacrifici, lacrime e sangue per tutti, per non disturbare chi ha veramente ridotto l’Italia come la Grecia… se non come l’Argentina. Come si fa a credere ancora in un Governo del genere? Che premia e ripremia i disonesti, i farabutti, la gentaglia che si fa beffe dello Stato e della gente onesta, che costringe a “farsi furbi” per non soccombere da soli, derisi da chi non è furbo… ma un delinquente autoassolto.

Non proverò mai vergogna o risentimento per l’Italia, ma per tutte quelle persone che di fronte a questi fatti scrollano le spalle o si lanciano in attacchi da stadio.

Ipse Dixit: Daniela Santanché

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. La divulgazione di intercettazioni che riguardano la sfera intima e privata della persona, e non i reati per i quali l’intercettazione è stata disposta, rappresenta un’inaccettabile violazione della privacy e dei diritti delle persone” ha ribadito poi Daniela Santaché rincarando la dose.

Questa… signora… ha la convinzione che la privacy di una persona che non esita a far sciogliere nell’acido il figlio di un avversario sia sacra ed inviolabile. Questa… signora… che ha sempre detto di essere “di destra” andrebbe accompagnata fuori… anche dalla sinistra… da qualsiasi luogo in cui si debba tutelare lo Stato Italiano e i suoi cittadini e intimato di non aprire più bocca.

Certa gentaglia andrebbe sottoposta alle torture patite dalle vittime di mafia per soli 5 minuti e poi bisognerebbe chiedere loro che ne pensano della privacy dei boss mafiosi/camorristi/coronisti/’ndranghetisti. Vorrei vedere se venissero percosse per ore con una mazza chiodata, se venissero loro strappati gli occhi con un cacciavite mentre sono ancora vivi, se subissero mutilazioni al volto o ai genitali (suggerisco il libro di Saviano, Gomorra, a tal proposito).

Questa gente così… “garantista”… che aborrisce il giustizialismo tanto da simpatizzare con questi “simpatici malfattori” e da crederli quasi perseguitati, dovrebbe avere la decenza di informarsi. E soprattutto di non venire ammessa all’esercizio del governo dello Stato.