Archive for gennaio, 2011

Italia nel tunnel senza uscita

A chi piace credere che la tristezza con cui si sta concludendo il ciclo di Berlusconi sia colpa esclusivamente di Berlusconi dico: sveglia! Berlusconi è un ingranaggio di un sistema ben più grande. Un Sistema che nonostante tangentopoli ha saputo riorganizzarsi rimpiazzando le vecchie leve e gli ingranaggi obsoleti con altri nuovi, più efficaci, più efficienti.

Cambiare tutto per non cambiare nulla. Ed è per questo che molti Berlusconiani si aggrappano al fantasioso complotto dei magistrati, all’opposizione che non c’è, alla deriva giustizialista pur di illudersi che Berlusconi è la miglior alternativa possibile.

Nonostante abbia fatto notare più volte che Berlusconi è stato nella posizione di provare questo complotto ai suoi danni (l’archivio di via Nazionale e il fido Pio Pompa non hanno portato nulla di rilevante), c’è chi crede al complotto dei magistrati in quanto ciò che scaturisce dal “caso Ruby” è colpa loro. Cioé Berlusconi si fa incastrare ed è colpa di chi lo scopre… siamo al ridicolo.

C’è una cosa che l’italiano medio ignora: l’attuale situazione è colpa di un Sistema che all’italiano medio piace molto. Altro che meritocrazia! All’italiano medio piace da morire la “scorciatoia”, l’aiutino, l’avere conoscenze influenti. L’italiano medio ha il mito del furbetto tant’è che molti pensano che Berlusconi, se è arrivato alla posizione in cui è ora, è uno scaltro, uno che non si è fatto mettere nel sacco, uno che ha aggirato il Sistema. E quindi è adatto a governare l’Italia. Poco importa che il suo Governo sia disastroso e poco incisivo in un momento tanto delicato. Lui è il degno rappresentante eletto dal popolo (3 anni fa… magari ora “il popolo” ha cambiato idea…).

Probabilmente, con buona pace dei pochi che ancora guardano all’effigie di Arcore con una lacrimuccia, siamo pronti ad un RESET di Sistema. Purtroppo all’Italia servirebbe un Sistema totalmente diverso…

Piccola storia di una grande miseria

Era piccolissimo. Soli 20 giorni e stava in giro con mamma, papà per la fredda Bologna, riparandosi di quando in quando nella biblioteca Salaborsa di giorno e probabilmente in roulotte la notte. Il caso è ben riassunto qui. Al netto del solito rimpallo di responsabilità, del “cosa sarà mai successo”, del “colpa dei gentiori”, del “colpa del degrado della società”… il piccolo Devid Berghi è morto perché nessuno l’ha saputo proteggere.

Quante storie come questa passano in secondo piano? quante storie come questa dopo due settimane non sono nemmeno più un ricordo? Dove sono gli ipocriti “pro-life” quando i reietti di questa società stanno per perdere la vita? Dov’è la legislazione quando si tratta di tutelare OGNI famiglia e non solo quelle che “se lo possono permettere“? Già, perché i genitori del povero Devid pare che abbiano rifiutato ogni aiuto e si siano nascosti come ratti tra la spazzatura per paura che gli portassero via i figli in quanto non adatti “economicamente” ad avere una famiglia.

Che importa tutto ciò? tanto tra qualche giorno tutto sarà scordato. La vita continua… tranne che per il piccolo Devid.