Tutto pur di avere una centrale nucleare
Anche avvallare tesi con studi che fanno acqua da tutte le parti. Mi è recentemente capitato di discutere (purtroppo spesso) sull’opportunità di reintrodurre il nucleare in Italia.
L’ho già scritto precedentemente nel post “Nucleare: why yes?” dove mi sono dato un po’ battaglia con un frequentatore del blog Il Pensatore: non dubito della tecnologia in se, dubito degli enormi vantaggi che i “nuclearisti” millantano che avremo. La cosa più deleteria in queste discussioni è incappare ne “il Mio è Meglio“. Purtroppo nel forum di Spaziogames qualcuno mi ha citato uno studio dell’università di Pisa dal titolo “I Costi Reali del Nucleare“. Tale studio parte da ipotesi molto ottimistiche, minimizza in maniera assolutamente vigliacca il disastro di Chernobyl e arriva a conclusioni, ovviamente positive sulla necessità di reintrodurre il nucleare.
Posto qui di seguito una mia breve analisi dello “studio“, che ne evidenzia i punti molto deboli, cosicché i nuclearisti cerchino qualche argomentazione più solida e meno faziosa.
Attualmente, l’incremento della richiesta energetica in Italia e più in generale nel mondo ha largamente superato le previsioni. Tutto lascia presumere che tale trend continuerà immutato anche tenendo conto della crescente richiesta da parte dei paesi in via di sviluppo.
Secondo i dati di Terna i consumi negli ultimi anni (soprattutto quelli domestici) stanno calando. I dati a cui faccio riferimento sono quelli al rapporto 2009 che contemplano un periodo antecedente alla “crisi”. Inoltre, per il futuro, si punta all’efficienza energetica come i regolamenti attuali cominciano a prescrivere (ci vuole un certificato sull’efficienza energetica degli immobili per poterli vendere!).
Costo normalizzato dell’energia elettrica all’industria negli anni 1999/2000
La prima tabella riporta dei dati estremamente vecchi (10 anni fa!!!). Comunque il costo dell’energia elettrica per uso industriale in Italia è maggiore che in Francia sicuramente.
Una cosa mi vien da dire sulla “bontà di questo documento“: sembra scritto da uno studentello e non da 3 professori! All’Università, Ingegneria, mi hanno insegnato che va SEMPRE specificata l’unità di misura, mentre in questa tabella il costo non viene specificato se è in € o centesimi di €. Presumo quest’ultima…
Tra l’altro confronta i costi Italiani e Francesi, senza nessuna analisi, dicendo semplicemente in francia spendono la metà (lasciando intuire che sia esclusivamente per la presenza del nucleare, senza analizzare i COSTI del nucleare francese).
Lo stesso incidente di Chernobyl, assunto come “esempio illuminante” per dimostrare il “drammatico” impatto di un incidente nucleare, ha totalizzato (ad un esame ufficiale e realistico effettuato nel 1996 dalla IAEA [17]) un numero limitato di vittime (64 morti), quasi tutti per cause immediate e meccaniche e, nel lungo periodo, una limitatissima (se non addirittura opinabile) variazione nella statistica delle malattie oncologiche.
Altre falsità: come si desume da documenti facilmente reperibili in internet le morti sono state causate dall’irradiazione istantanea e non da cause meccaniche. Poi la “limitatissima” variazione statistica nelle malattie oncologiche: si stima che sicuramente 4.000 bambini si sono ammalati di cancro alla tiroide (certo c’è chi poi fa notare come sia uno dei cancri a più alta probabilità di guarigione… tuttavia non è un bene avere un cancro). Già qui fa capire che lo studio è falsato da un’ottica prettamente nuclearista e quindi faziosa. E disonesta nel caso si pretenda sia uno studio serio.
Terza cosa, in una nota si sottolinea che Chernobyl era privo dei necessari sistemi di sicurezza lasciando intendere che la colpa fosse solo tecnica. In realtà l’incidente è stato causato da un errore umano dei tecnici che hanno fermato all’improvviso il reattore (ed hanno ottenuto l’effetto di sterzare col freno a mano tirato ai 250 all’ora).
Passando quindi ai costi, partono dall’analisi di costo per un reattore PWR. Ricordo che in Italia vogliamo fare 4 EPR che hanno costi molto differenti (non ne esiste nemmeno 1 che stia producendo ora e 2 sono in costruzione: Okiluoto e Flamanville): l’EPR non è ancora un reattore di produzione ma solo un prototipo, quindi i suoi costi sono MOLTO incerti. E già qui casca un po’ il palco: come fai a condurre uno studio sui costi reali dell’energia nucleare quando le ipotesi di partenza non riguardano neanche di striscio la realtà?
Come dire che il fotovoltaico è vantaggioso ipotizzando che tra 20 anni i pannelli renderanno il 90% e produrranno piadine con crudo e fontina.
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Salto tutti i calcoli complessi sulla determinazione dei costi che sicuramente saranno corretti (non ho la capacità per verificarli).
Passiamo ora a quel che mi interessa di più: i costi di smantellamento e custodia.
Pur essendo tale costo fortemente variabile, e mancando valutazioni precise, si pensa che questo si aggiri fra il 20% ed il 40% del costo attualizzato dell’impianto.
Di grazia… come si fa a pensare che si aggiri (con fare sospetto) in quelle percentuali? Quando si analizzano i costi reali (si è già capito abbondantemente che non è così) bisogna portare DATI certi! Cavoli è uno studio del 2006: in Italia c’è il reattore di Trino Vercellese che è (era) un PWR. Perché non hanno semplicemente analizzato QUEI costi di smaltimento? Forse perché non ci sono? Forse perché non è MAI stato REALMENTE smantellato?
Alla fine, la parte più critica, viene liquidata sulla base di uno smaltimento di un reattore HTGR in USA in maniera ridicola: innanzitutto è un reattore poco pericoloso e discretamente datato (oltre ad avere una potenza ridicola in confronto agli EPR che ENEL ci vuol piazzare in casa). Altra cosa è un reattore che ha prodotto energia per 15 anni. Ben lungi dai 60 ipotizzati nell’euforica “analisi” dello spalmare i costi di smantellamento.
Ultima cosa: il problema scorie viene inzaccherato dentro i sempre più fumosi costi di smantellamento. Non si entra nel merito di soluzioni esistenti, costi reali per trasporto, stoccaggio e vigilanza… zero. Le scorie non sono un problema… lo dicono sempre i nuclearisti (ovvio che non lo sono, non lo calcolano proprio).
Conclusione
Anziché sprecare tempo a stilare un documento pieno di lacune, con affermazioni al limite del ridicolo, avrei impegnato il mio tempo ad approfondire i gli aspetti dei reattori EPR per far capire alla gente come realmente miglioreranno la nostra vita e la nostra “fame energetica”.

