Napolitano: salvate il soldato Berlusconi
Con una procedura alquanto inedita il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha sentito il dovere di esternare, di monitare, di reprimere il comportamento della magistratura nei confronti della politica. (leggi articolo di Repubblica)
“Va ribadito – ha poi aggiunto – che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggi sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare.”
Parole sacrosante. Però avrebbe dovuto fare una puntualizzazione di piena onestà perché qui il concetto che passa è che la magistratura ha il potere di abbattere i governi: avrebbe dovuto dire che i membri del Governo, comunque, sono soggetti alla legge dello stato che rappresentano e che secondo questa legge verranno giudicati in nome dei cittadini-elettori la cui fiducia potrebbe essere stata tradita.
Ma l’onestà non appartiene a questa legislatura e a queste istituzioni che sono sempre di più barricate in sé stesse, occupate più a metter a tacere scandali, voci e inchieste, piuttosto che a governare e ridurre sprechi e inefficienze.
Napolitano, una volta ancora, mi delude perché più che “padre della Patria” mi sembra la “balia del Governo”. Il suo messaggio, sebbene condivisibile nella misura in cui sarebbe meglio ci fosse un clima più sereno e che il Governo si concentrasse di più sui problemi del paese che di quelli dei suoi esponenti, lascia sempre intendere una persecuzione politica che (all’atto pratico) non c’è.
La richiesta di norme di ri-equilibrio, inoltre, mi fa rabbrividire perché anche qui si parla tanto ma i fatti contraddicono questa “necessità”: dal ’93 (anno in cui a furor di popolo è stata tolta l’immunità parlamentare) ad oggi non è caduto 1 governo 1 per colpa della magistratura. Ci sono state dimissioni volontarie in seguito ad inchieste, quello è vero, ma l’istituto dell’autorizzazione a procedere che il Parlamento può negare ha sempre protetto il Parlamento. E lo ha protetto fin troppo bene… vedi il caso Dell’Utri che nonostante un primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa siede ancora tra gli scranni del Senato.
Le domande mi sorgono quindi spontanee: elettore del PDL, ma davvero questa gente è quella che vuoi che ti rappresenti? ti senti realmente ben rappresentato dalla compagine governativa? se si per quali motivi?
Domande che non troveranno mai una risposta vera… ci saranno sempre le scusanti che “gli altri se non sono uguali sono peggio“. Il che è desolante.

